Il Diario stesso, che accompagna ogni membro della classe per tutto l’anno scolastico, supera i limiti spesso osservati di iniziative per sensibilizzare alla sostenibilità ambientale che hanno durata breve rispetto al ciclo scolastico oppure non accompagnano il lavoro di insegnanti ed alunni per l’intero anno scolastico in modo continuo ed organico.
Per molti anni, l’educazione ambientale è stata pensata e praticata come un’educazione ai comportamenti, ovvero come un’educazione, al pari di altre, di natura prescrittiva e indirizzata prevalentemente a far apprendere certe buone abitudini (usare meno acqua, ridurre i rifiuti, prendere meno l’auto, etc.), con l’unico scopo di ridimensionare l’impronta ecologica degli individui.

Oggi si tende sempre più all’educazione alla sostenibilità andando oltre al solo approccio contenutistico, con modalità che hanno l’obiettivo di formare un atteggiamento autenticamente ecologico, in grado di cogliere l’unità e l’interdipendenza tra uomo e ambiente naturale.
Gli strumenti messi in campo a questo scopo sono molti e fanno riferimento a Campagne istituzionali come quella, già citata, della SEE “Susteinable Energy Europe”, a iniziative degli enti locali, delle scuole, del mondo dell’associazionismo e del volontariato.
Il terzo diario concretizza questo approccio. Perciò propone di modificare l’atteggiamento che appare tipico della nostra civiltà: l’indifferenza di fondo verso le questioni ambientali.

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Una proposta che si può porgere tempestivamente ai bambini che, ancora poco condizionati da ragionamenti utilitaristici e a breve termine in questo ambito, sono profondamente incuriositi, attratti e affascinati dalla natura.
Nella loro età si forma inoltre la base del senso civico che detta poi comportamenti rispettosi della civile convivenza e dell’ambiente che condividiamo.
In una formazione focalizzata sullo sviluppo umano dell’individuo e sulla consapevolezza di dover essere parte attiva e responsabile del mondo circostante, l’attenzione ai valori ambientali non può che espandersi nel nostro terzo Diario agli stili di vita, ai rapporti interpersonali e sociali, che i ragazzi cominciano a gestire durante la scuola primaria.

I tre Diari, ed in particolare l’ultimo, possono essere strumenti a disposizione degli insegnanti per favorire il riavvicinamento attivo degli studenti alla natura secondo semplici e comprensibili regole della “buona pratica” e con nuovi stimoli.
In questa prospettiva, e coerentemente agli obiettivi citati, si introduce nel Diario l’apporto significativo del Progetto Lions Quest.
Il contributo di questa esperienza internazionale di alto livello didattico si concretizza con alcuni strumenti educativi collaudati che vengono proposti nelle “Domeniche” del Diario.

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