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Il vetro: il materiale più ecologico

Si tratta di uno dei materiali più ecologici perché la possibilità di riutilizzarlo o di riciclarlo per la produzione di nuovo vetro è praticamente infinita.
Il materiale prodotto attraverso il riciclo è, infatti, identico a quello prodotto ex novo, e richiede tra l’altro temperature di fusione più basse, con conseguente risparmio energetico. Inoltre il vetro presenta le migliori caratteristiche per la conservazione degli alimenti. L’utilizzo più ecologico del vetro come imballaggio è quello nella distribuzione su cauzione (vuoto a rendere), in quanto si evita anche la fusione del rottame.
Inoltre, il vetro non è assolutamente biodegradabile per cui, se non viene recuperato, non rientra mai più nel ciclo industriale o nel ciclo della vita, ma rimane sepolto in discarica.

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La produzione del vetro richiede temperature elevate. In passato, quando le costruzioni erano in legno, gli artigiani del vetro erano tenuti lontano perché possibili responsabili di incidenti. Quando la produzione del vetro a Venezia diventò una delle maggiori attività fu reso obbligatorio trasferire la produzione in un’isola piccola e poco distante: Murano. Gli incidenti sarebbero stati circoscritti alla superficie dell’isola e trovare l’acqua necessaria per estinguere le fiamme sarebbe risultato molto facile.

Il vetro si ottiene dalla fusione di silice, soda e calcio. La fusione della silice avviene a ben 1700 gradi! Nell’antichità infatti i maestri del vetro erano molto temuti, perché erano i padroni delle fornaci, e si temeva che da loro si potesse propagare qualche incendio.


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Cosa si può mettere nella campana del vetro?

• bottiglie e bottigliette in vetro (togliere il tappo)
• flaconi, barattoli, vasi in vetro (togliere il coperchio)
• bicchieri e vasi
• vetri in genere anche se rotti
• barattoli e scatolette in metallo
• lattine di alluminio
• Oggetti decorativi in vetro


Quali sono le modalità di conferimento

• Gli imballaggi di vetro devono essere svuotati e risciacquati e poi essere depositati negli appositi contenitori.
• I vetri piani devono essere conferiti al Centro di Raccolta o comunque gestiti come ingombranti.
• Attenzione, boccioni e damigiane NON devono essere abbandonati vicino alle campane stradali ma trattati come ingombranti. Cosa è vietato mettere nella campana del vetro
• oggetti in ceramica, porcellana e terracotta
• lampadine e lampade al neon
• contenitori per solventi e vernici (etichettati come tossici e/o infiammabili)
• specchi
• barattoli con resti di colori e vernici
• cristalli al piombo
• contenitori per emodialisi e simili

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tempi di decomposizione

Se non li ricicli il tempo impiegato dai rifiuti di vetro e metallo per decomporsi è:

1. Lattina di alluminio 20 – 100 anni
2. Barattolo di metallo 50 anni
3. Bottiglia di vetro oltre 4000 anni

Se pensiamo alla scritta “vuoto a perdere” stampata sulle bottiglie di vetro è inevitabile sorridere. Infatti nessun materiale ha una vita così lunga come il vetro: non solo barattoli e bottiglie vengono abitualmente riutilizzati a livello sia domestico che industriale, ma riciclare il vetro è davvero semplice.
Una volta svuotate le campane di raccolta differenziata del vetro, in materiale viene inviato in centri di selezione e stoccaggio. I vari tipi di vetro vengono separati e frantumati perché occupino meno spazio possibile; poco prima di iniziare il processo di pulizia, il vetro viene ridotto in cocci ancora più piccoli e così sminuzzato viene fatto passare attraverso macchine apposite, nelle quali si eliminano gli anelli in metallo delle chiusure, allontanati con una elettrocalamita.
Il passo successivo è la rimozione di plastiche e carta, che avviene per aspirazione: togliendo l’aria vengono infatti tolti anche questi due materiali, che sono più leggeri dei frammenti di vetro.
L’ultimo passaggio al quale il vetro viene sottoposto, prima dell’invio alle vetrerie per essere fuso, è il lavaggio: un’accurata pulizia dalle sostanze che aveva contenuto è fondamentale per evitare sostanze inquinanti nella sua nuova, seconda vita.
Nelle vetrerie, il vetro di recupero è aggiunto e mescolato al materiale grezzo e quindi inviato alla fusione. Il processo di riciclaggio del vetro è dunque perfettamente integrato con il processo di produzione, tanto che nel materiale di partenza ormai non sono più presenti solo le materie prime, ma anche una buona
percentuale di vetro recuperato.

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Consumo energetico

Riciclare vetro significa conseguire un doppio risparmio: di risorse e di energia. Risparmiare risorse significa limitare l’estrazione delle materie prime necessarie alla produzione del vetro equivale a una quantità maggiore di materie prime, poiché nella produzione si verifica inevitabilmente uno spreco di materiale. Utilizzando in parti uguali materie prime e vetro di recupero si riduce di più della metà il fabbisogno di materia prima, infatti lo spreco diminuisce almeno del 75%.

Per fondere i cocci di vetro è inoltre sufficiente una temperatura più bassa rispetto a quella occorrente per la fusione delle materie prime; la temperatura più bassa alla quale vengono portati i forni permette di risparmiare fino a 136 litri di petrolio ogni tonnellata di vetro, e questo risparmio aumenta con la quantità di vetro portato a fusione.
Se per ogni tonnellata di vetro la materia di partenza fosse per metà vetro di recupero, l’energia risparmiata sarebbe almeno di un terzo.
Il passo successivo è la rimozione di plastiche e carta, che avviene per aspirazione: togliendo l’aria vengono infatti tolti anche questi due materiali, che sono più leggeri dei frammenti di vetro.

L’ultimo passaggio al quale il vetro viene sottoposto, prima dell’invio alle vetrerie per essere fuso, è il lavaggio: un’accurata pulizia dalle sostanze che aveva contenuto è fondamentale per evitare sostanze inquinanti nella sua nuova, seconda vita.
Nelle vetrerie, il vetro di recupero è aggiunto e mescolato al materiale grezzo e quindi inviato alla fusione. Il processo di riciclaggio del vetro è dunque perfettamente integrato con il processo di produzione, tanto che nel materiale di partenza ormai non sono più presenti solo le materie prime, ma anche una buona percentuale di vetro recuperato.