plastica
La fortissima diffusione della plastica derivata dal petrolio è una delle maggiori emergenze ambientali del pianeta. Usare questo materiale, che resiste in natura anche per centinaia d’anni, per imballaggi di breve durata costituisce una forma di spreco.
Eppure anche per questo materiale esiste la possibilità di riciclaggio.
è quindi fondamentale evitare l’uso della plastica laddove non è necessario e recuperarla con la raccolta differenziata, evitando accuratamente di abbandonarla in natura.


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In apparenza le plastiche sembrano tutte simili ma, in realtà, ciascuna ha caratteristiche chimiche che la rendono unica e adatta a un suo uso specifico.
Solo il PET (Polietilene Tereftalato), ad esempio, è in grado di trattenere l’anidride carbonica: quindi per le bottiglie contenenti bevande gassose.
Con il PVC (Polivinilcloruro) si fanno flaconi per detergenti, nastro isolante, fili elettrici, tubi e telai per finestre.
Di PP (Polipropilene) sono le stringhe, i pennarelli, le vaschette per il formaggio.
I sacchetti “di plastica” per l’immondizia, per surgelare i cibi nel freezer sono di PE (Polietilene).
Una delle prime invezioni legate alla plastica fu quella della celluloide. Nel 1869 l’americano Hyatt la propose ad una fabbrica di biliardi per costruirci le palle, che fino ad allora erano state prodotte dall’avorio delle zanne di elefante. È stato calcolato che la celluloide ha salvato la vita a 12.000 elefanti.


Cosa si può mettere nel contenitore della plastica

• tutto ciò che è imballaggio di materia plastica
• bottiglie (acqua minerale, bibite, olio, succhi, latte)
• flaconi e contenitori in plastica (sciroppi, creme, salse, yogurt, detersivi, saponi, cosmetici, prodotti per l’igiene della casa e della persona ecc.)
• vaschette rigide (frutta, dolciumi, affettati, yogurt, formaggi, pasta fresca, portauova, gelati ecc.) in plastica e polistirolo
• retini per frutta e verdura
• blister e contenitori rigidi sagomati (contenitori di pile, contenitori di articoli da cancelleria, contenitori di prodotti informatici ecc.) in plastica e polistirolo
• film e pellicole (buste della spesa, buste da freezer, plastica in pellicola in genere)
• sacchi in plastica
• polistirolo (vaschette, chips da imballaggio)


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Quali sono le modalità di conferimento

Vuotare e risciacquare flaconi e imballaggi prima di conferiti nel sacco sfruttando il più possibile la volumetria a disposizione.
Strappare l’etichetta di carta e/o plastica leggera.
In particolare si consiglia di schiacciare e rimettere il tappo alle bottiglie in plastica, affinché non riacquistino la forma originaria. Schiacciare lungo i lati e non dall’alto verso il basso.
Attenzione: i piatti, i bicchieri e le posate monouso vanno conferite nell’indifferenziato.

Cosa è vietato mettere nel contenitore della plastica

• Oggetti in plastica e gomma che non siano imballaggi (giocattoli, grucce per abiti, piatti, bicchieri, posate, penne, pennarelli, spazzolini, rasoi, cassette video e audio, DVD…)
• contenitori per solventi e vernici (etichettati come tossici e/o infiammabili)
• lampadine
• oggetti in ceramica e porcellana
• apparecchiature elettriche ed elettroniche

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tempi di decomposizione

Se non li ricicli il tempo impiegato dai rifiuti plastici per decomporsi è:
1. Contenitore in polistirolo 50 ANNI
2. Bottiglia di plastica 100-1000 ANNI
3. Busta o sacchetto di plastica 100-1000 ANNI
4. Piatto o bicchiere di plastica 100-1000 ANNI

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Negli ultimi anni si sono aperte diverse strade per dare nuova vita ai rifiuti di imballaggio in plastica: il riciclaggio meccanico, quello chimico e la termovalorizzazione. Non tutta la plastica in commercio si può riciclare, ma molta può essere trasformata in “materie prime secondarie” proprio per sottolineare che le caratteristiche tecniche e chimiche del materiale riciclato sono identiche a quelle iniziali, ricavate direttamente dal petrolio. Dal riciclaggio di queste frazioni di rifiuto si possono ottenere plastiche che si chiamano omogenee e vengono indicate con le sigle: PET riciclato (usato ad esempio per ottenere: fibre a fiocco o a filo per realizzare maglioni, contenitori, eco design…); PVC riciclato (usato ad esempio per ottenere: battiscopa, tubi e profilati flessibili, profilati rigidi…) e polietilene riciclato(usato ad esempio per ottenere: flaconi per prodotti chimici…).
Il riciclaggio inizia con il prelievo dai contenitori adibiti alla raccolta ed il conferimento dei materiali ad apposito centro di riciclaggio. Il materiale viene poi selezionato, vengono divisi per polimeri per ottenere plastiche omogenee. Una volta divisi i materiali vengono macinati, lavati e trasformati in scagliette pronte per essere riutilizzate. Quando la separazione delle diverse plastiche risulta
eccessivamente complessa e costosa, la plastica può essere ugualmente riciclata, vengono opportunamente lavati e triturate dando luogo alla così detta plastica eterogenea con la quale si producono tubi per staccionate, panchine, fioriere, giochi da giardino per bambini e arredi urbani.