| Abbecedario dei rifiuti | VETRO, LATTINE E BANDA STAGNATA |
| ORGANICO | CARTA E CARTONE |
| PLASTICA E PVC | PILE ESAUSTE |
| MEDICINALI SCADUTI | TONER |
| ABITI USATI | INGOMBRANTI |
C’era una volta un falegname di nome Geppetto che un giorno decise di costruire un burattino da un tronco di legno e lo chiamò Pinocchio. “Come sarebbe bello se fosse un bambino vero” pensava Geppetto
Quando compri un bene compri anche gli involucri che lo contengono.
Il rifiuto che produci è quindi tuo non degli altri!
Impegnati a riutilizzarlo quando possibile o smaltirlo correttamente immettendolo nel giusto contenitore riciclandolo.
La politica del consumismo, la moda di produrre materiali usa e getta, la continua
ricerca di cose nuove e diverse hanno portato il nostro paese ed il territorio in cui
viviamo ad una crescita culturale e soprattutto ad un diffuso benessere a scapito,
purtroppo, dell’ambiente.
L’eccessiva urbanizzazione e la crescita esponenziale della produzione dei rifiuti
sono quindi divenuti un problema.
Oggi nei Comuni serviti da Cosea Ambiente ogni cittadino produce circa 535 kg di
rifiuto. Purtroppo, però, solo una piccola percentuale di questi rifiuti viene
differenziato correttamente il rimanente viene ancora conferita in discarica con una
ingente perdita di materiali, energia ed elevati costi per lo smaltimento.
Una sola è pertanto la soluzione possibile: tutti siamo chiamati a dare il nostro
contributo modificando le nostre abitudini, effettuando una buona e minuziosa
separazione dei rifiuti e, soprattutto, prediligendo la diffusione di acquisti intelligenti
che portino alla minor produzione di rifiuto.

Nascono così le quattro R: RIDUCI, RIUTILIZZA, RECUPERA, RICICLA.
In questo importante processo evolutivo il governo ha segnato una svolta con il
decreto legislativo Ronchi vincolando i produttori e i distributori di imballaggi al
recupero minimo del 50% di essi. Ogni cittadino consumatore deve riflettere
prima di acquistare le merci, cercando di evitare quelle con grandi o inutili
imballaggi e indirizzando i suoi consumi su prodotti ecosostenibili e/o riparabili.
Un notevole ruolo può essere anche svolto dalle
associazioni dei consumatori, che devono diventare
determinanti nel controllo delle merci e della qualità
ambientale dei prodotti.
Dobbiamo imparare ad utilizzare più volte gli strumenti
e le materie in nostro possesso. Alcuni esempi che
possiamo portare sono:
− Le bottiglie di vetro come contenitori per il latte e dell’acqua
che possono essere facilmente sterilizzate e riutilizzate;
− Le bottiglie in plastica per detersivi da riutilizzare presso i
distributori automatici di sapone;
− La borsa in juta al posto di quella in plastica;
− Le pile ricaricabili.
Oggi sono nati, inoltre, diversi laboratori creativi che portano alla creazione di
strumenti e opere d’arte partendo da materiali poveri spesso presenti nel sacco
dei nostri rifiuti.
Una corretta separazione dei rifiuti ed un conferimento ai giusti contenitori delle diverse frazioni di rifiuto quali: carta, plastica, vetro, organico, pile, farmaci, sfalci, ingombranti ecc. favoriscono il RECUPERO dei materiali e un risparmio per l’ambiente in termini di energia, materie prime ed inquinamento.
Cosa si ottiene dal riciclaggio dei rifiuti?
500 lattine = una bicicletta
15 bottiglie di plastica = un maglione in pile
13 scatolette in acciaio = una pentola
9 scatoloni su dieci sono prodotti con cartone riciclato.
Il 60% delle bottiglie è di vetro riciclato.
L'industria italiana del mobile ricicla 2/3 milioni di tonnellate di legno.
Tritando i bicchierini del caffè, nascono le matite
Siamo ormai circondati da computer, schermi, stampanti, playstation, lettori mp3, e spesso ci procuriamo l'ultimo modello senza proccuparci della fine che farà quello che è diventato “vecchio”, magari dopo pochi mesi. Bisogna imparare a cercare sia il negozio per comprare, che il luogo per riciclare.
Dalla favola alla realtà: parlare di rifiuti e raccolta differenziata, oggi, significa
dover prendere in considerazione la vita di una materia prima che attraverso vari
cicli di lavorazione si trasforma, rigenerandosi.
Occorre sviluppare una viva attenzione al problema dei rifiuti proprio rivolgendosi
ai cittadini che direttamente subiscono le situazioni di particolare disagio,
puntando su una massiccia ed efficace azione di informazione ed un’attenta e
costante iniziativa di formazione rivolta in particolare ai più giovani, alunni e
studenti, che, una volta interiorizzato il corretto modo di agire, risultano essere un
insostituibile strumento di convinzione verso gli adulti.
Regole chiare e conseguenti facili comportamenti portano a risultati concreti e più
facilmente raggiungibili trasformando così tanti piccoli pinocchi in bambini
consapevoli.
In Italia la raccolta differenziata non è presente su tutto il territorio e dove viene
effettuata si assiste a differenze rilevanti (e costose) nei sistemi e metodi per
attuarla. Un esempio solo può valere per tutti: i diversi colori che vengono utilizzati
per la raccolta dello stesso materiale (ad es. per la carta si utilizzano
indifferentemente contenitori bianchi o blu!).
è semplice e scontato dire che occorrerebbe giungere in breve ad unificare in tutto
il territorio nazionale i colori dei contenitori, in modo che un cittadino spostandosi
da un luogo all’altro non abbia dubbi o incertezze sull’uso corretto dei servizi
messi a disposizione, tutto a beneficio suo e della collettività.
Ma ciò non basta! Occorre qualcosa che funga da richiamo, che colpisca la
fantasia, che s’identifichi subito con la raccolta differenziata...un simbolo!
Vi sono simboli legati a tutte le manifestazioni, in particolare ricordiamo quelle
sportive (Italia ’90, Pechino ’08) e anche per la raccolta differenziata appare
opportuna utilizzare un’immagine che subito venga identificata ed inviti, sproni al
buon comportamento degli utenti, grandi e piccoli.
Ed allora chi meglio di Pinocchio?! La fiaba più conosciuta al mondo vede
come interprete un pezzo di legno: da legno a burattino, da burattino a uomo!
Quale migliore esempio di riciclo? La fiaba di Pinocchio ci regala numerose
situazioni di riciclo che possono essere utilizzate e prese come esempio di
raccolta differenziata e recupero.
Il burattino disubbidiente che non ascolta i consigli di nessuno nemmeno del
povero babbo, ma che con l’aiuto della fata e del grillo parlante si trasforma in
bambino buono attento alle esigenze di Geppetto e delle persone che gli stanno
accanto, ci ricorda come anche noi dovremmo curare maggiormente la nostra
madre terra divenendo più attenti alle tematiche relative al riciclaggio ed allo
sviluppo sostenibile. Questa simpatica immagine piena di tanti esempi e di una
morale che non si diluisce nel tempo.
Nasce così l’idea di promuovere la figura di pinocchio come simbolo del
cambiamento e dell’evoluzione della persona nel rispetto della natura e delle
persone.